sabato 14 giugno 2008

Il Caso Casa, l'artista.

0.6 Ogni persona reagisce a proprio modo alla sofferenza. C'è chi piange. C'è chi ride. C'è chi si isola. E c'è anche chi si fa del male. Proprio ultimamente ho scoperto una persona che ha molto bisogno di affetto, e che sfoga la sua rabbia nella poesia e nelle canzoni. Odia essere chiamato artista, si sente preso in giro. D'altro canto, odia stare al centro dell'attenzione, crede che non abbia quasi nulla da raccontare. Odia anche sè stesso. Però ama il passato, la pioggia e talvolta, la solitudine. Dice di non avere amici. Siamo molto simili. Come anticipato, lui risponde in maniera diversa al dolore.
  • i fogli sn i tuoi piu grandi amici perchè ascoltano le tue stronzate mentre rimangono muti.

  • amo tutto cio che è passato, odio tutto cio che è presente e non credo a tutto cio che è futuro.

Questi sono i versi che mi hanno colpito di più fra i pochi che mi ho sentito. Valgono 100 volte di più di una presentazione comune. Come vale anche Casa.

Ieri odiavo il presente oggi sento già la nostalgia di quel passato
la musica è un insieme di note che esprime le sensazioni di chi le scrive, è come se ogni nota corrispondesse auna lettera o emozione
scrivi anche solo un' inutile frase una inutile canzone o anche un nome oggi perchè per quanto insignificante oggi
sarà splendido domani.

Questa è arte. Molto più umano di qualsiasi Dante. Qui il suo blog.

P.s. Per i più maligni, no non sono frocio. Vado a caccia di farfalle.

2 commenti:

  1. se nn togli quella foto ti ammazzo.......cmq grazie x il post molto bello

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  2. mmm...ci devo pensare se tojerla

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