3.2 La mia vita sta prendendo una brutta piega. Vado a letto troppo tardi e di conseguenza, prima delle quattro del pomeriggio non sono in piedi. E proprio in queste giornate, che, sì, mi manca la mia scuola. Esatto. Il mio greco, le mie versioni, il mio sbruffare a mezzanotte perchè devo ancora ripassare tutto il programma di latino consapevole che lei, la mia prof, può chiedere tutto. E quando dico tutto, intendo tutto. Esempio: l'ultimo compito in classe di latino comprendeva: dalle origini della tragedia greca fino a Tito Lucrezio Caro. Senza dimenticare, Tito Livio, Nevio, Ennio, Catone il Censore, Plauto, Terenzio, Sallustio, e "last but not least" proprio lui, Cicerone. Mi mancano i miei compagni di classe, quel patema che ci coglie tutti poco prima di essere interrogati. Quegli sguardi con il proprio compagno di classe che hanno tutto un dire. "Aiutami, che non so nulla". Mi manca il mio the alle macchinette. Mi manca essere corteggiato fra i corridoi. Mi manca sorridere a qualche ragazza, che non mi piace,magari anche bruttina, ma so che facendo così la rendo felice. Mi manca entrare in classe nelle giornate più dure ed essere fra quei dieci che si sono presentati. Mi mancano le chiacchierate davanti al termosifone. Tutto questo. Tutto questo mi manca.
Ovviamente, ci sono cose di cui non sento la mancanza. O meglio, persone. O ancora, professori. E pensare che l'avevo tanto desiderata quest'estate. Con questo, non voglio dire che voglio tornare a scuola. Anzi. Però, sono sicuro che quando arriverà settembre, tanto prima o poi arriva, non sarò triste.
Fra pochi giorni è il mio compleanno. Mia madre mi ha fatto un regalone. La mia autostima sale. Compirò ben 17 anni. Solo su carta. L' anno prossimo sarò maggiorenne. Stento a crederci. Io, con i miei occhi azzurri e la mia faccia sbarbata da tenero sfigato che ho sempre avuto sarò libero di decidere ciò che è bene o male per me. Da ridere.
Nonostante tutto, sono felice. Non so perchè.
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