Ricordo quando la mia professoressa di inglese mi disse che non mi meritavo di stare in quella classe e che se c'ero, era merito suo.
Ricordo quando Ugolini mi saltò sulle spalle, e io feci cadere il the fumante per terra. Per un pelo, non finiva sulla schiena della mia professoressa di greco.
Ricordo che chiesi alla prof. quanto tempo avevamo per finire il libro "La Scompara di Maruana". Il titolo originale è "La scomparsa di Majorana". La cosa la trovò talmente spassosa che se l' appunto nell' agenda. Simpatica.
Ricordo quando capì che Dante era una donna. Invece la prof aveva solamente spiegato che forse nella tomba di Dante c'è un' altro corpo, che potrebbe essere un corpo femminile.
Ricordo quando l' Angelica prendeva sempre in giro la Cece, mentre di me diceva che ero un bel ragazzo.
Ricordo gli intervalli passati al terzo piano per parlare con una persona, Gloria, che a poco mi odia.
Ricordo che una volta camminando per i corridoio ho sentito una voce. "Che bel culo". Ho rintracciato la persona. Carina.
Ricordo un compito in classe di autori greci. Da imparare a memoria quasi 150 versi in greco del primo libro dell' Iliade. Presi 7/8. La faccia da beota e il sorriso fatto una volta ricevuto corretto il compito sono indimenticabili.
Ricordo quando la Cece mi spinse contro una ragazza che tutt'ora mi piace. Le tolsi la parola per almeno due ore. Poi siccome implarava perdono, ho chiuso un occhio.
Ricordo quando la Cece andò a chiedere il numero alla Clarissa, e quando tornò, le chiesi cosa aveva detto. "Ha il ragazzo da poco, però il numero te lo da stesso". Avrei voluto uccidermi per non essermi dato una mossa.
Ricordo quando la mia professoressa di italiano si dimenticò che tale giorno c'era il tema in classe. Guardammo, per passare il tempo, Benigni recitare "La Divina Commedia".
Ricordo la confusione e i voti regalati della mia prof. di chimica e biologia.
Ricordo tutte le scuse di Pasini quando non faceva le versioni.
Ricordo la mia interrogazione in autori latini. Presi 6 e mezzo, ma quanto avevo studiato, lo sa solo Dio.
Ricordo tutte le volte che con l' Azzurra ho preso in giro una primina della classe affianco alla nostra.
Ricordo una versione di 21 righe di Tito Livio. Tutti ci siamo lamentati per l'eccessiva lunghezza. Eppure la nostra professoressa è ancora convinta che la versione era facilotta.
Ricordo le poche facce che si presentavano il venerdì a scuola. L'orario: Storia, Lett. Italiana, Lett. Italiana/Dante, Latino/Autori: Sallustio, Lett. Greca. Una moria.
Ricordo il volto della professoressa di filosofia quando vide che nella sua ora stavo copiando la versione di greco. Pensai di aver perso la sua fiducia, invece no. Non lo disse nemmeno all'apposita insegnante.
Ricordo ogni volta che a Ugolini hanno ritirato il cellulare.
Ricordo la sgridata del professore di ginnastica perchè ero uscito a salutare la mia ex morosa.
Ricordo quando Sarno si presentò a scuola con la faccia ustionata.
Ricordo la rabbia dell' Ila verso Giova, per il due di picche ricevuto.
Ricordo quando Maria, l'inglese che venne in Italia, insieme ad altre due, ci provò con me.
Ricordo la supplente che sgridò me, la Camilla e l' Azzu perchè eravamo andati ad attaccare dei volantini per la scuola senza permesso. Lo ritenevamo scontato.
Ricordo i commenti di Jep riguardo la puntata precedente del Grande Fratello.
Ricordo l' Erika quando disse alla prof. di italiano "Ma com'è messa?".
Ricordo tutte le volte che ho ripassato le altre materie, o imparato a memoria la versione di latino, nelle ore di scienze.
Ricordo l' assistente dislessica nel laboratorio di chimica. Non ricordo di aver fatto degli esercizi di chimica a casa.
Ricordo le prese in giro a discapito della sorella della Cece e delle sue amiche.
Ricordo quando un giorno ero steso sulle gambe della Cece sotto Icaro. Passò la mia professoressa di Inglese. Il giorno dopo mi chiese davanti alla classe se era la mia morosa. Gli risposi di no, ma non ci credette.
Ricordo quando feci buco perchè non avevo studiato nulla. Mia mamma andò a scuola quel giorno. Poi preferisco non ricordare.
Ricordo quando andammo alla mostra e commentai un quadrò con un "che cesso". Mi sentì la mia prof di greco. Mi richiamò. Io ridevo.
Ricordo alcune discussioni con Damiano nello spogliatoio.
Ricordo quando la Giulia T. mi chiese un pezzo della versione di greco durante un compito in classe. La prof. mi richiamò e lei tacce. Ricapitò una seconda volta la stessa cosa. Quando il compitò finì, la compagna mi disse: "Guarda, devi parlare a bassa voce".
Ricordo la noia delle lezioni su Aristotele.
Ricordo la gioia della campanella della quinta ora del sabato.
Ricordo il mio diaro di Bastardi Dentro, pieno di "Anna ti amo".
Ricordo che guardavo sempre l'orologio nelle ore di storia dell' arte. Sarà un caso che ho appena la sufficenza?
Ricordo che il giorno del compito in classe di autori greci, tutta la classe si giustificò per autori latini. Io avevo ancora la mia giustifica (ne abbiamo una in italiano e una in latino a quadrimestre). Lei si arrabbiò e disse che non valevano più le giustificazione da quel giorno fino alla fine dell'anno. Eravamo a febbraio.
Ricordo tante altre cose. Ricordo gli abbracci e i baci (a volte anche un pò falsi) dell' ultimo giorno di scuola. Ricordo che chiusi io la porta della classe quel giorno.
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