lunedì 4 agosto 2008

Narcisismi fastidiosi.

4.7 "Una collega parla ad alta voce del profitto scolastico ottenuto da suo figlio, otto anni. Quel bambino - dice - è un portento. Dalla scheda, faticosamente redatta dalle sue maestre, si deduce che ha fantasia, diligenza, intelligenza, capacità, attitudini, autostima, verbalizzazione, calcolo delle probabilità, delle necessità e persino probabilità. Ha tante ma tante A, che la pagella sembra un' esclamazione prolungata di meraviglia: aaaaah! La mia collega ne gode. Fremono invece gli altri colleghi presenti. Alla fine non ce la fanno più e attaccano anche loro a parlare delle schede dei loro figli. Come riescono bene a scuola: socializzano, animizzano, commercializzano, estetizzano, gargarizzano. E più si esaltano, questi colleghi in veste di genitori, più io stesso vorrei mettere bocca e attaccare a vantarmi dei miei figli. [...] Taccio quando taccio, solo per evitare un confronto ridicolo di narcisismi".
(D. Starnone - Solo se interrogato)

Mia mamma spesso si vanta dei miei successi al classico. Soprattutto in famiglia, con i miei zii. A volta inventa anche voti inesistenti. La detesto quando fa così. Incita solamente gare e sfida a chi è più bravo a scuola, a chi ha il cellulare più tecnologico o addirittura a chi è più alto. Cerco sempre di asternermi. La più insicura penso sia mia cugina. Quando le dico che esco spesso, lei ribatte che esce tutti i giorni. Quando io specifico che d'inverno devo studiare e che quindi esco solo il sabato, lei obbietta che esce dopo aver finito i compiti. Quando affermo sinceramente che spesso finisco a tarda sera, lei contrabbatte dicendo che finisce di studiare sempre alla mezza ma che se li anticipa. Per fortuna è più grande di me. Si vede.

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