Editoriale - E' ottobre. Potrei proseguire con un soliloquio pubblico (gli ossimeri li so fare anche io, caro Dante) su come il tempo vola. Ma non lo faccio. Anche se la tentazione è forte. Oggi, mentre la prof. spiegava Catullo e i poeti novi, ho pensato che l'amore e l'odio sono universali. Voglio dire. Io posso realmente amare come Catullo amava (diligat, pardon) la sua Lesbia, che poi dicono fosse Clodia. Lei le faceva le corna (titolo da prima pagina sui giornali di gossip odierni). Ma lui la amava e la odiava al tempo stesso. Neanche lui sapeva spiegare come era possibile. E allora mi chiedo, ma poi l'uomo non cambia proprio mai. D'accordo, magari Cicerone non indossava jeans Meltin' pot e nemmeno i Diesel, e io non vado a scuola con una toga (anche se la scena sarebbe imperdibile), ma i concetti rimangono gli stessi. L'uomo quindi è monotono. Però stranamente ciò non mi mette malinconia. Anzi.
Ottobre sta partendo proprio col piede giusto. Forse la musica sta veramente cominciando a cambiare. D' altronde l'ottimismo è il profumo della vita.
Mi duole ricordarti che collabori anche per il mio blog. Qui vedo che scrivi tutti i giorni, o che ti fossi degnato di dirmi almeno che non ti va più di scrivere per noi. Aspetto una tua mail di risposta.
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