domenica 26 ottobre 2008

In Palestra: l'iscrizione.

3.0 Domani ho il compito in classe di inglese. Mia mamma è appena tornata da lavoro ed è sul letto a riposarsi. "Il ruolo delle donne" traduco nella mia mente bislacca. Cerco di comprendere ciò che il libro di testo vuole indicarmi. Sottolineo e memorizzo i vocaboli sconosciuti col supporto del vocabolario. Mia mamma si sveglia. Mi dice che mi devo vestire. Non voglio perdere tempo. "Chi ben comincia è a metà dell' opera" penso fra me e me. E nel riguardare le pagine mi accorgo che ho assorbito abbastanza. D' altronde, dando un'occhiata all'orologio sono ben due ore che metto alla prova il mio inglese. Infilo il libro di latino nella borsa e salgo in macchina. Mia mamma deve fare una commissione. Io rimango in macchina. Torna dopo 10 minuti. Andiamo in palestra, come promesso. Ci fermiamo in segreteria. La signora porta degli occhiali piuttosto spessi e la sua faccia è cosparsa di nei. Non è molto accogliente, anzi, si rivela anche piuttosto ostile nello spiegare le normative dell'iscrizione. Mi chiede quante volte intendo andarci durante la settimana. "Ricorda che devi studiare" ribatte mia mamma. Rispondo due volte. La segretaria sempre più scorbutica indica il prezzo e mi fa firmare dei fogli. Mi da in mano la tessera, ricaricata di 18 ingressi. Ringrazio mia mamma. Torniamo in macchina. Torno a casa. Mi rimetto il mio pigiamone giallo e prendo in mano il manuale di inglese. "Shakespeare's heroines are very varied and do not display stereotyped female behavior and poses..."

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