lunedì 27 ottobre 2008

Io non ti abbandono.

3.2 Era lì. Abbaiva. E' sempre stato un cane silenzioso. Le poche volte che abbaiava era per bisogno primari. Penserà che lo abbiamo abbandonato. Ma non è affatto così.

Gli metto il collare con difficoltà. Gli faccio fare il giro del cortile prima di farlo salire in macchina onde evitare spiacevoli incovenienti (come l'incontinenza). In macchina non sta un momento fermo, deve intervenire la voce autorevole di mia mamma per farlo calmare. Non sembra aver capito. Anzi, sembra euforico. La sensibilità dei cani è molto elevata. Quando gli dico dove stavamo andando, si è subito rattristato. Scendiamo dalla macchina. La vigna di Vittorio è davvero molto grande e lui si trova subito a suo agio. La sua cuccia è molto più grande della precedente. Le galline sono un pò spaventate. Una solo ha il coraggio di avvicinarsi un pochino. Lui non le degna nemmeno di uno sguardo. Ha sempre avuto uno spirito goliardico. In dodici anni, mi ha morso solo due volte. Non mi ricordo il giorno preciso in cui lo prendemmo. Ricordo che io volevo chiamarlo "Chicco", mentre mio fratello "Pis". Ebbe la meglio mio fratello. Nel corso degli anni, al nome originale si sono affiancati numero nomignoli. Due volte a settimana lo andiamo a trovare. E poi Vittorio ci sta a contatto tutti i giorni, essendo la vigna di fronte alla sua ditta. So benissimo che lì sta molto meglio. O almeno, starà molto meglio. Ma mi manca.

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