lunedì 29 dicembre 2008

Io, il solito polemico.

5.8 Oggi ho litigato con chiunque potessi litigare. Sono polemico. Sono sincero. Non so quello che sono. Sta di fatto, però, che ho veramente poche persone di cui fidarmi. Stamattina inizia con la solita calma che caratterizza le vacanze natalizie. Fuori nevica. Non posso andare a pranzare dalla Cece, è freddo fuori. Viene a casa mia. Lei litiga con mio fratello. Io cerco di concludere con un "allora, andiamo a studiare?". Tentativo fallito. Io urlo, la Cece è furiosa, Fulvio è iracondo, mia mamma fa le pulizie. Perchè stava succedendo tutto questo?

Qualche sera precedente. Esco. Controllo allo specchio. Sì, sono belloccio. Vado a prendere la Cece a casa e raggiungiamo la Laura in piazza. Entriamo in un pub, è la festa della birra. Giochiamo all' "oca ubriaca", tre pedine, trentacinque caselle e tre caraffe di birra. In ogni casella, qualcuno beve. E tutti beviamo. Troppo. Mi sento leggero e non capisco nulla. Sorrido, rido, cammino, corro. In breve, mi diverto. Non solo ovviamente, ma in coppia con la Laura. La Cece è la più sobria. Non mi permette di tornare a casa in bici. Chiama Fulvio, mio fratello, per avvisarlo del mio stato. Da qui, parte una discesa libera senza confini. Mio fratello è con la morosa. Non vuole essere disturbato. La Cece richiama, risponde la morosa di mio fratello, dicendole di lasciarlo stare. [Mio libero pensiero: è mio fratello, perchè non viene ad aiutarmi; io avrei fatto questo e altro per lui] Nel frattempo che la Cece era intenta a litigare con la (ex?) morosa di Fulvio, io torno a casa con la Laura. La saluto. Tutto sommato, è stata una splendida serata. Appena apro la porta, Fulvio mi critica dicendo che facevo il finto ubriaco. Al che. [Mio libero pensiero: che cosa ne sa lui, che manco era con me? Della serie, sminuizzo così non passo per lo stronzo? Centro]. A concludere la serata, la Cece dà della troia alla morosa di Fulvio.

Oggi. Affermo che mi vergogno di essere suo fratello. Lui insiste con la sua teoria. Ovvero, fingevo di essere ubriaco. [Mio libero pensiero: senza pudore e io sempre senza parole] Mia mamma manco a dirlo, dà ragione a Fulvio. Peccato solo che durante il litigio, la Cece si rivolge a Fulvio: "Posso dire una cosa, mi fai proprio schifo". Fulvio si ritira in camera. Mia mamma ritorna in cucina. Io e la Cece, piangente, sul mio letto. Mi dispiace. Mi dispiace per la situazione che mi è sfuggita di mano. Sono stramaledettamente sfortunato. A onor del vero, però, è stato un pomeriggio fantastico all'insegna del riso, dell'affetto, delle foto. Appena però la Cece varca la porta di casa alle ore 19 del medesimo giorno, Fulvio inveisce contro di me. Oramai, la guerra è aperta e le ostilità sono ben chiare. Strana invece è la posizione di mia mamma, da sempre filofulviana, che questa volta tende alla parzialità. Qualche battuta iniziale, e poi il grido di battaglia. The war started.

Dopo 27 minuti di un' estrenuante vociferare, entrambi ci ritiriamo nelle nostre camere. Conclusione: io non gli parlo più. Ma la serata è ancora lunga. Se in principio fu Fulvio a dare l'avvio, il testimone poi passò ad un secondo personaggio. Mea culpa, mea maxima culpa. In sostanza, ho detto ad Enrico M. che è un gay. Comunque, ha detto che mi ha perdonato. Troppo buono. Devo prendere in considerazione il fatto di dovergli chiedere scusa. La carrellata però consta di altri due personaggi. Alla Lisa ho detto che odio lei e il suo orripilante neo che si trova esattamente sulla sua guancia. Last but not least, Leonardo, che mi accusa esattamente di aver spifferato qualcosa sottovoce contro di lui quella famosa sera in cui ero brillo. Cosa assolutamente falsa, considerato che se ho qualcosa da dire, la dico liberamente. Detto ciò, mi sento più libero. Una cosa positiva però c'è; ho rivalutato una persona. Forse mi piace.

Dal nuovo anno, molte cose cambieranno. Giuro.

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