venerdì 22 agosto 2008

Family Adventure, la mia infanzia e la sua adolescenza.

6.7 Ieri sera, mia sorella mi ha portato a vedere l' asilo in cui andavo da bambino. Sono passato tante volte da quella strada ma niente. Non mi ricordo nulla. Eppure in quella scuola, Fulvio mi diede una testata e mi fece cadere due dentini da latte. Spesso anche mio nonno mi veniva a prendere a scuola. Abitavamo a due passi dalla scuola. Di solito era mia sorella a venirci a prendere, a me e a Fulvio. Ero un bambino piuttosto silenzioso, non ho mai creato problemi. Tranne una volta, Ottavia doveva badarmi e io piansi per tutta la serata.

Una signora scende col suo cane. Ci fa entrare nel cortile del palazzo dove abitavamo. Anche qui, nulla. Ottavia intanto ricorda e prova un' emozione inconfondibile. Ridorda di quando tornava a casa da scuola e portava la cartella su una sola spalla, ma mia madre non voleva. Era un atteggiamento volgare, per lei. Mi racconta dei suoi amici e della prima cotta. Si innamorò di un ragazzo già fidanzato (ma è un vizio di famiglia?), e si diedero un bacio. Lei lo raccontò ad una sua amica di Bagnoli, la quale costrinse mia sorella a dirlo a mio padre. Un giorno quel ragazzo con la sua fidanzata, Simona, vennero a casa nostra ed ebbero un confronto con mia sorella. Quanto pianse. Mi ha raccontato anche del suo primo bacio, Luciano.

Intanto mia sorella chiede alla signora che fine hanno fatto tutti i suoi amici di infanzia. E così qualcheduna si è sposata, un' altra ha appena avuto un bambino e così via. Mi racconta anche che davanti al portone una donna, vestita di rosso, fu investita da una macchina, e morì. Ottavia vide tutto dal balcone.

Ce ne andiamo. Sono dispiaciuto di non provare alcuna emozione attraversando quella strada. Mentre nella mente di mia sorella riaffiora parte della sua adolescenza.

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