5.7 Tutti amano essere corteggiati. Vuoi per il bisogno di essere importanti, almeno per una persona su i sei miliardi che popolano la terra, vuoi per un sano e radicato narcisismo, estremizzato o sminuito, naturale o forzato, poco importa. Quel che conta sono i sentimenti altru. E così mi sento maledettamente in colpa. Ok, in realtà neanche più di tanto, "santa pace". D'altronde tutto ciò fa parte di una sfumatura ilarica del mio carattere. Bisogna accettarsi, giusto?
Che io abbia gusti difficili, è cosa ben nota. (Da notare: "difficili", che non è un sinonimo di "diversi") Incomincio a pensare che io ami soltanto essere lusingato e ammaliato. Niente di più. Sento un impulso diabolico, ma al tempo stesso soddisfacente, quando, dileguandomi nei corridoi, qualche ragazza, mi sorride, ignara delle mie vere intenzioni (pari a nulla), sghignazza con qualche amica e ammica al mio sguardo. Poi torno in classe. Appagato.
In realtà, però, c'è una ragazza che mi piace realmente. "Viaggi mentali, Francesco, solo viaggi mentali" sussura la mia coscienza.
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