5.6 L'emozione del "Titanic" con la sua travolgente colonna sonora, gli ovetti Kinder con tanto di curiosità dovuta alla sorpresa all'interno, il "Topolino" con le vignette sponsorizzate Sapientino. Tutto questo in un sabato sera nel letto con la febbre. Ultimamente non sto bene. La notte per me diventa un incubo reale. Mi addormento. Sento i rumori esterni. Cerco di urlare, di chiedere aiuto, ma qualcuno mi impedisce di farlo. Cerco di stendere le gambe e di dimenare le mani, ma tutto è inutile. Non riesco nè a parlare nè a muovermi. Poi questa ascesa in alto e il cuore a mille. "Mi sveglio". Attacchi di panico, mi ha spiegato la dottoressa.
E poi l'altro giorno, a scuola. Dovevo andarci, con il compito di storia ben evidente sul diario, con le ore di studio precedenti. E non solo. Dovevo resistere fino all'ultimo, fino alla sesta ora, perchè così la mia mente mi ordinava di fare, e io ho solo obbedito, mentre il mio corpo ben altro richiedeva. All'intervallo misuro la febbre. Il termometro segnala 38.7; tre ore dopo, svengo. Mia sorella viene a prendermi, e per questo rischiando di perdere il treno (che, per dovere di cronaca, arriverà con ben 4 ore di ritardo). Nel frattempo, mia mamma, nel correre a casa da me, fa un incidente, rovinando la macchina. "La prossima volta, suo figlio con la febbre non lo manda a scuola" , le dice colui con il quale mia mamma si è scontrata. Senza alcuna pietà.
E infine, dopo 4 anni, finalmente ho raccontanto la mia verità. Per la prima volta, una lacrima (e dico una sola) ha segnato il mio volto in classe. Per la prima volta, mi sono confidato con una persona che stimo tanto, vuoi per la sua bellezza genuina, vuoi per la sua bontà. Una lacrima, simbolo di uno sfogo che mai ho avuto con un mio compagno di classe. Grazie Azzu ^^
E ora? Solo febbre e tanta voglia di stabilità.
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