mercoledì 9 luglio 2008

Estate 2008/3: Alta Marea.

2.0 Sono appena uscito dalla doccia più desiderata della mia vita. Stanco. Avrò dormito ad occhio e croce 3 ore. Sono solo in casa, mia mamma è dall'estetista. Crollo dal sonno. Riesco a malapena a chattare su msn.
La corriera partiva alle 7:15. A quell'ora io stavo a casa a preparare lo zaino. Idem la Cece. Abbiamo avuto così l'ottima pensata di arrivarci in treno. Tra l'altro era anche piuttosto abbattuta. La mamma ha scoperto la bugia che le aveva raccontato. Nonostante ciò, però le aveva dato il permesso comunque. Ad aspettare il treno abbiamo conosciuto un sacco di persone. Una poliziotta, presubilmente divorziata, a pelle una donna con le palle quadrate. Voleva chiamare i nostri genitori per vedere se erano al corrente della situazione. Alla seconda, Roberta, una donna sulla trentina, ho chiesto subito il lavoro. Era molto allegra, rideva di noi. Inoltre, abbiamo parlato anche con un predappiese, Alessandro. Però è dovuto andare via subito. Sembrava simpatico. Poi abbiamo fatto conoscenza di due napoletani, di cui uno sembrava un marocchino. Ho chiesto loro se erano omosessuali. Lo sembravano. Loro erano sul treno però, e quando quest'ultimo è partito, io e la Cece lo abbiamo rincorso, dimenticandoci che la roba era incustodita.

Ciuff-ciuff. Finalmente il nostro treno. Saliamo con Roberta, che ci promette di guardare i nostri zaini. A correre fra i binari per chiedere informazioni al macchinista. Ci ha fornito indicazione molto utili, e la Cece gli ha dato un bacio. Lui era stordito. Io ovviamente mi sono limitato ad un semplice "grazie".

Cesena. Scopriamo un italiano con origini sud-americane. Lui abitava a Sarsina, dove è nato Plauto (certo, come no!), e è fuori casa da ben 2 settimane. Sembrava gay, però quando glie l'ho chiesto, ha negato. Rideva. Ci ha anche chiesto se volevamo andare ad una festa con lui. Ma anche no!

Saliamo sul bus che ci porta a Cervia. Il conduttore, anche lui Alessandro, è disponibile. Gli strappiamo qualche sorriso. Ci viene anche in soccorso. Ci consiglia di prendere un bus per Zadina (non abbiamo ancora capito come si pronuncia). Prendiamo il tram suggerito. Incontriamo una straniera che aspetta anche lei l'autobus. Ci ignora. Oramai eravamo sfiniti. Ma la serata non era nemmeno cominciata. Nel frattempo, la Laura reggeva il moccolo all' Isa e Asca.

Si cambia nuovamente bus. Seguiamo le indicazioni del conducente, e correndo inutilmente, considerando che l'autobus doveva fare una pausa, saliamo su l'ultimo e maledetto tram. Conducente antipaticissimo e acido. Si è permesso anche di dirci che siamo maleducati. Che ridere!

Finalmente arriviamo. Ci uniamo all' Isa, Asca e la Laura. Non credevo ai miei occhi. Dopo un tram tram insopportabile, eravamo giunti a destinazione. Dopo una breve pausa gelato, ci rifugiamo in spiaggia. Borse in spalla, e stanchezza sotto braccio, stendiamo i teli e giochiamo ad "Obbligo e verità" attendendo con ansia la mezzanotte. Tutti in mare. Acqua piuttosto calda. Il costume me lo tolgo dentro l'acqua, insieme alla mutande. Vedere il cielo stellato, dentro l'acqua, è un' emozione indimenticabile. Ancora meglio nudi. Per un momento mi sono anche allontanato. Dovevo riflettere.

Tutti a cantare. Da "Laura non c'è" a "Strada facendo" passando per "Certe Notti" a "Cade la Pioggia". Peccato solo che nessuno di noi era intonato. Abbiamo anche mangiato le patatine e i pop corn che avevo portato direttamente dalla Coop di Forlì.

Distrutti ci siamo diretti verso la casa dell' Isa. Senza trascurare il momento delle foto. Qualche scatto e poi via. Io ovviamente onnipresente. Dopo 2 ore di attesa sulle scale, attendendo la povera Isa alle prese con le chiavi del proprio appartamento, riusciamo ad entrare. La mamma è stata gentilissima. Ci ha lasciato un sacco di libertà. Ci siamo messi a giocare a Scala40. O meglio a sparare cazzate.

Ci stendiamo, ridiamo, scherziamo, e mettiamo la sveglia alle 6 per prendere la corriera e arrivare a Forlì verso le 7 e mezza. Ci svegliamo alle 8. La Cece corre (per modo di dire) a prendere la corriera, Asca fa lo stesso. La mamma dell' Isa ci riporta a Forlì. Ringrazio vivamente.

Come ciliegina sulla torta, mentre sono in macchina con mia mamma insieme a mia sorella, scoppia una ruota. Meno male che eravamo davanti ad un gommista.

Ora mi sono lavato e sono splendido splendente. A parte la stanchezza. Spero di recuperare oggi pomeriggio. E' stata un'esperienza fantastica. Per la cronaca, siamo partiti con la parola "foto" e siamo arrivati a "baffo".

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