3.3 Suonano alla porta. E' mia sorella. In lacrime. Delle macchie rosse le riempiono la faccia. Piange perchè teme che non vadano più via. Fulvio cerca di rassicurarla, azzarda un'allergia. La incolpa di farsi troppe lampade (eh sì, cara sorellona, le bugie le sai raccontare bene). Mia mamma, che era uscita, rincasa e l'accompagna all' ospedale. Dopo dieci minuti, massimo quindici, ritornano con l' intenzione di chiamare la guardia medica. Intanto, mia sorella continua a guardarsi allo specchio.La porto in camera. Ci stendiamo sul letto. Si è calmata. Mi confessa che ultimamente prende delle pillole, per dimagrire, si sente grassa. Non ci credo. Sarà un vizio di famiglia? L'ha fatta grossa, questa volta. E ora ha pagato il conto sotto forma di bugni.
Entra una donna, sulla quarantina, piuttosto alta e magrolina. La fa stendere sul letto e le dice che non è nulla di grave. Si tratta di un' allergia (Fulvio doctor?) e mia mamma le indica una serie di frutti che Ottavia aveva mangiato il giorno prima. Io sorrido. Anche mia sorella. Fulvio invece è convinto che la colpa sia delle lampade.
Adesso ha smesso di prendere quelle pillole. Non oso immaginare fin quando avrebbe continuato a prendere quelle pillole se non le fossero uscite quelle postule in faccia. Più che altro, dove le ha comprate? E come ha detto che si chiamano?
Nota a margine: l'immagine l'ho presa nel blog della Lisa. Mi piaceva troppo. Dovevo farlo.
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